Luogo Evento

BISACQUINO (PA)
Museo Antropologico Frank Capra

Data - Ora

03 SETTEMBRE 2021
21:30
BISACQUINO (PA)

Il nome “Bisacquino” ha un’etimologia incerta. Sembra infatti che derivi dal latino “bis-acqua”, ovvero “molto acquoso”, ma potrebbe anche derivare dall’arabo “busekin”, cioè “padre del coltello”. Il territorio di Bisacquino è composto da tre aree distinte, non confinanti tra loro: una di queste aree, San Biagio, ha una posizione molto particolare poiché si trova incuneata nel territorio della provincia di Agrigento, diventando così una specie di isola amministrativamente legata a una zona diversa da quella in cui sorge. Dal punto di vista storico, Bisacquino rappresenta uno dei centri dell’entroterra palermitano di maggiore importanza grazie alla sua ricchezza culturale e architettonica.

La Storia

L’origine del borgo è incerta. Alcune testimonianze risalenti agli albori della storia ritrovate nella zona sembrano risalire al periodo protostorico, a circa 8000 anni fa. Di certo si sa solamente che il territorio che circonda il paese è stato abitato, nel corso dei millenni, da Sicani, Greci, Cartaginesi, Elimi, Romani e Saraceni. Il centro storico del paese ricorda, nelle sue espressioni architettoniche e urbanistiche, le radici di matrice araba che fanno parte della sua storia. Durante il XII secolo Bisacquino e il territorio circostante diventano dominazione normanna e vengono ceduti da Guglielmo II “il buono” all’arcivescovo di Monreale, che ne fa suo feudo. Bisacquino resta sotto la giurisdizione di Monreale per seicento anni, fino al 1812, quando passa sotto la dominazione borbonica. L’unificazione d’Italia porta malcontenti tra le fasce più povere della popolazione: il malcontento cresce fino a sfociare nell’organizzazione di leghe contadine dette “fasci” che nascono per chiedere una distribuzione delle terre che fosse più equa. Queste proteste però non vedono un esito positivo e conseguenza di ciò sarà la grande migrazione di popolazione locale verso le Americhe, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Tra i tanti migranti, quello sicuramente più famoso fu il regista cinematografico Frank Capra, nato a Bisacquino nel 1897.

Da vedere

Il centro storico del borgo presenta una chiara impronta dell’antica dominazione araba: conta 18 chiese, tra cui la maestosa Chiesa Madre in stile barocco. Suggestive sono inoltre le piccole strade tortuose, i vicoli, i cortili, i numerosi archi e le tante fontane che rendono questo luogo unico. La Chiesa Madre nel suo aspetto attuale è la terza fase costruttiva, in stile barocco, di una chiesa medievale che nasce più o meno in contemporanea con le origini del centro abitato come oggi lo conosciamo, al centro del borgo, vicino alle sorgive. Si tratta di una chiesa dall’interno spettacolare, del quale colpiscono soprattutto gli stucchi dorati di scuola serpottiana. Da visitare è anche la Chiesa di San Francesco d’Assisi, risalente al XVI secolo e caratteristica per il suo particolarissimo campanile di forma triangolare, uno dei pochissimi in Europa costruiti con quella forma. Il Santuario della Madonna del Balzo, invece, sorge sul dirupo del Monte Triona a 950 metri sul livello del mare. Fu costruito tra il 1664 e il 1679 e rappresenta un vero e proprio miracolo architettonico se si considera il periodo storico in cui venne edificato. Il complesso è costituito da una chiesa e dall’eremo annesso ed è collegato al paese da un’antica strada acciottolata. Il Museo Civico, invece, venne istituito nel 1984. Di recente è stato trasferito nell’ex convento dei Cappuccini, edificio risalente al Seicento. Durante una visita al museo si possono scoprire tutti gli aspetti della vita e della quotidianità della comunità del luogo: qui sono conservati molti reperti di grande interesse storico e antropologico, ma anche archeologico e paleontologico, artistico e naturalistico. Di grande pregio è poi il materiale che racconta l’artigianato locale, ordinato secondo il “ciclo di lavoro”: qui si trovano gli attrezzi del fabbro ferraio, del coltellinaio, del falegname, del calzolaio, eccetera. Infine, suggestiva è la ricostruzione dell’interno di una casa contadina, con annessi stalla e frantoio per le olive.

Fonte: Borghi Autentici d’Italia https://www.borghiautenticiditalia.it/