Luogo Evento

CAPRACOTTA (IS)
Piazza Antistante Chiesa

Data - Ora

27 GIUGNO 2021
12:00
CAPRACOTTA (IS)

Le origini del nome del borgo sono legate principalmente a una leggenda che racconta che alcuni zingari, avessero deciso di bruciare una capra come rito di fondazione, nel luogo esatto in cui avevano deciso di costruire la loro città. La capra fuggì sui monti, dove morì, e gli zingari decisero di fondare li la città. Una ricerca invece sostiene che Capracotta derivi dal latino “castra cocta”, accampamento militare, espressione legata probabilmente a un distaccamento romano che ebbe li la sua sede di controllo della valle del Sangro.

La Storia

Le più antiche tracce della presenza umana nel territorio di Capracotta risalgono al periodo Musteriano, ma il primo insediamento stabile è datato IX secolo a.C. Alcune campagne di scavo hanno portato alla luce un sito costituito da capanne circolari e edifici in marmo, risalenti al I sec. d.C., nei pressi di Fonte del Romito.

Questo abitato si trasforma in un insediamento esteso e socialmente complesso nel giro di pochi secoli fino a quando, nel I sec. d.C., un violento incendio interrompe questo processo di crescita.

Gli abitanti riescono a mettersi in salvo ma, la caduta di Roma e l’arrivo dei popoli invasori non permette alla comunità di risollevarsi. Resti di costruzioni sannitiche su Monte San Nicola.  

Dominata per secoli, prima dai Longobardi, poi dagli Aragonesi e in seguito dai Savoia, nel 1860 Capracotta viene annessa all’Italia unita. Con l’aumento delle tasse esplode il brigantaggio e l’agro capracottese è funestato dalle terribili bande di Cuzzitto, Ferrara e Tamburrini. L’altra faccia di questa condizione di diffusa povertà è la massiccia emigrazione verso il continente americano. Durante la II guerra mondiale il paese, escluse le chiese, l’edificio scolastico, l’asilo infantile e alcune case private, viene raso al fuoco con la dinamite. La popolazione è costretta a sfollare verso le regioni meridionali italiane controllate dagli Anglo-americani. Nel 1945, gli esuli tornano in paese e lo ricostruiscono ma, fino alla fine degli anni settanta, prosegue l’emigrazione verso le città industrializzate del Nord Italia e dell’Europa Occidentale. Negli ultimi quarant’anni Capracotta ha intrapreso un percorso di valorizzazione del territorio come località sciistica e di villeggiatura, al fine di favorire una buona condizione economica per la comunità.

Da vedere

La distruzione causata dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale non ha cancellato tutte le stracce della storia del borgo di Capracotta. La chiesa parrocchiale dell’Assunta risale al 1673 e conserva al suo interno numerosi dipinti degni di nota. Quella di Santa Maria di Loreto venne costruita dai pastori capracottesi per affidare le loro famiglie alla protezione della Madonna durante il periodo della loro assenza durante la transumanza. Poco fuori dal borgo è possibile ammirare il Palazzo Baronale fatto costruire nel XVI dai signori d’Ebulo. Il Palazzo fu realizzato fuori dalle mura cittadine dell’epoca, in un periodo di grande espansione economica, demografica ed urbanistica di Capracotta. Di recente creazione il Museo della Civiltà Contadina e dei Vecchi Mestieri che si trova nel seminterrato della sede comunale. Al suo interno è possibile ammirare oggetti e strumenti del passato di Capracotta, donati dai cittadini per tutelare la memoria storica del luogo. Famose sono inoltre le numerose fontane del paese e il Giardino della flora Appenninica, ideale per una passeggiata nella natura.

Fonte: Borghi Autentici d’Italia https://www.borghiautenticiditalia.it/