Luogo Evento

CASTEL DI LUCIO (ME)
Piazza Umberto I

Data - Ora

04 SETTEMBRE 2021
21:30
CASTEL DI LUCIO (ME)

Castel di Lucio è un piccolo paesino di circa 1200 abitanti, arroccato sui monti Nebrodi e distante pressoché 20 km dal mare. La sua origine non è certa ed esistono a riguardo varie ipotesi che si fondano su fonti scritte, archeologiche e orali. Il primo documento che attesta l’esistenza della terra di Castelluzzo è del 1271, quando il Re di Sicilia Carlo I d’Angiò la donò a Jean de Montfort, ma molto probabilmente esisteva già un insediamento di fondazione araba, risalante all’incirca tra il IX-X secolo, nell’attuale quartiere della Rupa Bellina. Non bisogna dimenticare che il territorio è stato, sin dall’epoca Greca e Romana, un punto di crocevia per i commerci tra l’entroterra siciliano e il mar Tirreno facendo parte della antica Via del Grano, inoltre nella contrada Francavilla e nelle campagne circostanti è possibile notare delle sepolture scavate nella roccia che attestano la frequentazione di questi luoghi da parte della popolazione Sicula. Il primo riferimento del castello si ha nel 1337 sotto il dominio di Francesco I Ventimiglia. La sua originaria funzione era legata all’amministrazione del feudo e alla difesa della vallata sottostante grazie alla sua posizione strategica. Probabilmente la struttura originaria era costituita da un massiccio torrione circondato
da mura e solo successivamente, intorno alla metà del XV secolo, vennero realizzate le due torri cilindriche, con la graduale trasformazione verso una struttura residenziale e non più difensiva. Tra le famiglie che governarono il centro troviamo: i Ventimiglia, gli Ansalone, i Larcan, i Timpanaro, i Cannizzaro, i La Placa e per ultimi gli Agraz. Il castello, a partire dagli anni ‘30 dell’Ottocento, venne progressivamente spogliato
delle sue strutture fino a ridursi all’attuale stato di rudere.

LA CHIESA MADRE

La Chiesa Madre di Castel di Lucio, intitolata a Maria SS. delle Grazie, venne realizzata verso la fine del XV secolo su interessamento dei Giurati, con l’obiettivo di edificare un edificio centrale dalla duplice funzione, sia quella religiosa che quella politica, così da potersi riunire insieme al feudatario e al clero. Costituita inizialmente da un’unica navata e da un campanile, nel corso dei secoli venne ampliata fino ad assumere l’attuale aspetto a tre navate intorno alla metà del XVIII secolo. Nel 1841 venne costruito il tamburo ottagonale e nel 1915 il nuovo campanile in stile neogotico. Al suo interno si possono ammirare le numerose opere d’arte che nel corso dei secoli l’hanno arricchita: la custodia marmorea del SS. Sacramento opera attribuita alla bottega del Gagini del 1544; il fonte battesimale marmoreo realizzato nel 1565; il gruppo
ligneo di Gesù alla Colonna con i suoi manigoldi, opera di Giovanbattista Li Volsi del 1607, con la caratteristica peculiarità del vestiario arabo, e non romano, dei flagellatori; una statua lignea del patrono San Placido realizzata da Giuseppe Li Volsi nel 1599; una statua lignea di San Michele Arcangelo del XVI secolo. Degne di ammirazione sono inoltre le opere dell’ebanista castelluccese Nicolò Campo che realizzò nel 1897 il fercolo del patrono San Placido in stile neogotico; nel 1922 diede vita al monumentale pulpito e alla nicchia lignea dell’Immacolata, che custodisce al suo interno la statua Ottocentesca della Vergine realizzata dal Genovese; e infine realizzò due lampadari situati attualmente nelle cappelle del SS.

IL CONVENTO

Il convento dei Francescani si trova su un colle di fronte al castello, e sovrasta il paese nel suo punto occidentale. Fin dalla sua fondazione, risalente probabilmente alla seconda metà del XVI secolo, la chiesa è stata dedicata alla Madonna del Soccorso, elevata a compatrona del paese. Costruito inizialmente in un sito più elevato rispetto a quello odierno, nella prima metà del XVII secolo, a causa di una frana, venne riedificato nell’attuale posizione. Dopo l’Unita d’Italia venne incamerato dallo Stato e destinato per metà alla provincia regionale di Messina, che l’adibì a caserma, e l’altra metà al Comune. Dopo qualche anno la chiesa e alcuni locali ritornarono ai Francescani, la cui presenza si concluse negli anni ‘80 del XX secolo. Al suo interno si possono ammirare diversi capolavori d’arte. Nella volta a botte troviamo delle pitture a tempera, della prima metà del XIX secolo, attribuite al pittore Salvatore de Caro, raffiguranti scene sia dell’Antico che del Nuovo Testamento. Nel riquadro centrale si può ammirare la raffigurazione dell’affidamento del paese da parte di San Francesco alla Madonna del Soccorso che, sovrastando il Paese, ne scaccia i mali presenti, simboleggiati dalla figura del diavolo, mentre nella volta del presbiterio troviamo raffigurati dei santi dell’Ordine Francescano. La chiesa custodisce anche: una statua lignea settecentesca della Madonna del Soccorso; il gruppo ligneo dell’Annunciazione realizzata alla fine dell’800 dallo scultore Noè Marullo; il pulpito e la cappella pensile di San Francesco da Paola realizzati da Nicolò Campo e un organo a canne dei primi anni del XX secolo.

FIUMARA D’ARTE

Monumenti di recente costruzione, che richiamano turisti da tutte le parti del mondo, sono le opere della Fiumara d’Arte, realizzate tra gli anni ’80-’90 del XX secolo per interessamento di Antonio Presti. Appartengono al territorio castelluccese le seguenti opere: il Labirinto d’Arianna di Italo Lanfredini, che si erge sulla collina di San Salvatore; Arethusa di Piero Dorazio e Graziano Marini, l’artistica caserma decorata con ceramica policroma situata all’ingresso del paese; Una curva gettata alle spalle del tempo di Paolo Schiavocampo sita lungo la Strada Provinciale 176 Castelluzzese.

EVENTI CULTURALI E TRADIZIONI

Manifestazioni degne di nota sono: la Sagra du Cascavaddu che si svolge il 17 agosto di ogni anno, durante la quale è possibile degustare i prodotti delle varie fasi del caciocavallo; la festa del patrono San Placido che si svolge nei giorni 19/20 agosto e 4/5 ottobre, la cui processione percorre le vie del paese con la tradizionale corsa e l’esecuzione nella piazza principale della “Ballatedda”, durante la quale il Santo viene fatto ballare sulle braccia dei portanti in ricordo di un miracoloso evento avvenuto nei secoli passati; le Quarantore celebrate nei giorni precedenti il Mercoledì delle Ceneri e all’inizio della Settimana Santa, rispettivamente nelle chiese di San Carlo e Ss. Sacramento, e caratterizzate dall’allestimento di tali chiese con arance, allori e palme.

Fonte: Borghi Autentici d’Italia https://www.borghiautenticiditalia.it/