Luogo Evento

MONTEMERANO (GR)
Piazza del Castello

Data - Ora

15 AGOSTO 2021
21:15
MONTEMERANO (GR)

Borgo medievale in terra etrusca, Montemerano conserva fin dalla sua caratteristica pianta a cuore l’impronta di luogo umano per eccellenza, dove i contatti sono spontanei e immediati. Il centro storico è ancora oggi stretto fra tre cinte di mura, al sommo di un colle-giardino abitato da ulivi e cipressi verdeggianti.

Dentro la triplice cerchia delle mura medievali il borgo è intatto.

Dalla porta del Ponte si sbuca in via Italia, dove si sceglie tra due itinerari: o s’imbocca sulla sinistra uno degli stretti vicoli che si allargano in spazi silenziosi all’ombra delle mura, come le piazzette dell’Antico Frantoio, di San Martino e del Ritiro, oppure si sale verso piazza del Castello, attraversando un arco che in passato era l’unico ingresso al centro abitato. La piazza sembra una cartolina dei tempi andati: si presenta come uno spazio continuo di architettura spontanea, una sequenza di edifici in pietra a vista con loggette ad archi, terrazze e finestre fiorite, tetti a livelli diversi che creano un gioco elegante di linee e volumi.

La zona alta del paese è completata da tre vicoli paralleli e da altre due piccole piazze, quella del Forno e quella del Campanile. Quest’ultima prende nome dal campanile della pieve di San Lorenzo, la cui facciata, con architrave romanico in travertino su cui sono scolpite due croci a tortiglioni, è leggibile pochi metri più in basso.

Si ridiscende in via Italia, Attraverso un nuovo arco, si giunge in piazza San Giorgio, spazio inclinato tutto di pietra, che si spalanca alla luce e all’aria della campagna. Sulla destra si trova la chiesa di San Giorgio, di origini trecentesche ma consacrata – dice la lapide sulla facciata – nel 1430. Si tratta dell’edificio religioso più importante della Maremma meridionale, integro nella sua architettura e nella fusione con la natura circostante. Al suo interno si conservano il polittico del pittore senese Sano di Pietro (1458), notevole per il complesso apparato iconografico e la raffinata stesura pittorica; la statua policroma di San Pietro, opera di un altro grande artista del Quattrocento senese, il Vecchietta, autore anche del dossale in legno scolpito a bassorilievo dell’Assunta, con una campagna disseminata di castelli sullo sfondo; e la tavola della Madonna della Gattaiola (così detta per il foro che secondo la tradizione fu aperto da un parroco per farci passare il gatto), forse un’anta d’organo con una Annunziata dipinta da un anonimo maestro senese della metà del Quattrocento, vicino a Giovanni di Paolo e Sano di Pietro. Oltre ai maestri senesi, la chiesa conserva intatta la stratificazione delle diverse fasi della sua decorazione, dagli affreschi tardogotici del Giudizio universale a quelli della Leggenda di San Giorgio (1491) ambientata nella piazza di Montemerano.