Luogo Evento

OROSEI (NU)
Cortile di "Su Probanu"

Data - Ora

28 AGOSTO 2021
21:00
OROSEI (NU)

“…sotto di noi un fiume si snodava tra piane paludose verso il mare, dove piccoli frangenti bianchi si rompevano su una spiaggia solitaria, ad un quarto di miglio di distanza.

Il fiume correva rapido tra i sassi e poi tra fasce di canne vizze, alte come un uomo. Queste alte canne penetravano fin quasi nel mare lento e tranquillo, da cui s’alzava un bianco bagliore di luce, una luce imponente sul piatto Mediterraneo”

Così scriveva lo scrittore D.H. Lawrence nel 1921 quando, visitando la Sardegna con la moglie Frieda, di passaggio incappò nel paese di Orosei definendolo così “affascinante” e al contempo “con una strana aria spagnola”.

Poche parole, chiare, precise, che come su una tela ben dipingono la realtà paesana di un tempo, una realtà fortunatamente ancora attuale.

Orosei è un paese di circa 7000 anime nella provincia di Nuoro. Oroseini si chiamano i suoi abitanti.

Affacciato nell’omonimo golfo e poco distante dalle acque calde del Mediterraneo, è dolcemente adagiato sul lato di un piccolo altopiano, ombreggiato ad ovest dalla massa calcarea del monte Tuttavista.

La storia di Orosei corre nei secoli: numerose nel territorio sono le testimonianze del neolitico, seguono a ruota numerosi e grandiosi nuraghi e le testimonianze romane imperiali, fino a quelle medievali giungendo in conclusione alla storia più recente. Secondo alcune fonti l’attuale centro urbano potrebbe essere nato proprio in epoca romana: la teoria troverebbe riscontro nella “Fanum Carisii” censita nel “Itinerarium Antoninii” sotto l’imperatore Caracalla.

Il territorio si sviluppa per buona parte nella piana alluvionale del fiume Cedrino, condizione geografica che fortemente ha influenzato la sua attività economica nella storia, rivolta nei fatti quasi in via esclusiva all’agricoltura e in minima parte all’allevamento di capi di bestiame.

Negli anni più recenti il paese tuttavia ha focalizzato il suo interesse verso altri sistemi produttivi come per esempio, e non a caso citato per primo, il turismo e inoltre l’industria dell’estrazione lapidea del marmo.

Il turismo di fatto può essere considerata l’attività trascinante di Orosei che, per quattro mesi e oltre grazie ad essa, vede quintuplicare la sua popolazione. Ospiti numerosi, italiani ed internazionali, vengono accolti nelle stupende strutture alberghiere, nei campeggi e lungo i litorali della costa, fiori all’occhiello della splendida isola di Sardegna.

A seguire, ma non per importanza, vi è l’industria di estrazione e lavorazione del marmo, un calcare bianco accecante estratto dalle viscere del monte Tuttavista, conosciuto ormai in tutto il mondo.

“…. grande e falsa facciata barocca di chiesa, al sommo di un vasto, sconnesso cumulo di gradini. Di fianco un meraviglioso miscuglio di rotondità con un’accozzaglia di tetti rotondi a tegole, appuntiti al centro” racconta ancora Lawrence, verosimilmente ammaliato dall’imponente frontone in falso barocco della Chiesa di San Giacomo Apostolo, o forse da un’altra delle altre 16 antiche cappelle consacrate che fanno parte del patrimonio religioso e architettonico di Orosei.

Ma non solo chiese, Orosei è il paese delle piccole vie, di vicoli e di stradine di pietra dove è facile imbattersi in veri e propri monumenti, come l’antica torre spagnola “Sa Prejone Vetza”, una struttura seicentesca che con imponenza domina la piazza centrale, o nelle piccole case antiche, dolcemente ricamate in stile barocco. I vicoli spesso profumano di caffè, di dolci tradizionali o della fragranza del pane “carasatu” che ancora viene prodotto in casa.

Il mare, infine! Orosei è mare! Orosei è la spiaggia che da Osala a Santa Maria ti offre 8 km ininterrotti di arenile, è la sabbia finissima di Calaliberotto, sono le “dune argenteee” di Bidderosa e di tutte le innumerevoli calette che tra gli scogli si aprono sul mare color smeraldo del golfo.

In questo mirabile palcoscenico si svolge la vita oroseina, abitudini ricorrenti si intrecciano e si rincorrono tra festeggiamenti religiosi, tra i balli in piazza accompagnati dal canto dei cori o dalla chitarra e dalla fisarmonica. E’ impossibile non essere rapiti durante le celebrazioni e i riti della Settimana Santa, oppure dalla festa di Santa Maria ‘e Mare nel mese di maggio, unica nel suo genere con la grande processione di barche infiorate lungo il fiume Cedrino. Durante l’accensione dei fuochi di Sant Antonio, il 16 di gennaio, è tangibile la devozione dei fedeli presenti, si può toccare, una esperienza che può essere definita incredibile se non la si vive e se non la si guarda, almeno una volta.

Molti parlano di mal di Sardegna, quella sindrome benigna che spinge chi vede l’isola per la prima volta a ritornarci più e più volte e, spesso, a stabilircisi definitivamente. Per noi è molto più intenso e incurabile il mal di Orosei.

Fonte: Borghi Autentici d’Italia https://www.borghiautenticiditalia.it/