Luogo Evento

ROCCA SAN CASCIANO (FC)
Parco Pubblico "Carlo Alberto Cappelli"

Data - Ora

17 LUGLIO 2021
21:00
ROCCA SAN CASCIANO (FC)

Rocca San Casciano è un piccolo borgo situato nella valle del Montone in Provincia di Forlì-Cesena. La Pieve di San Casciano fu fondata nell’anno 882, ma il primo documento che accerta l’esistenza di questo Paese risale al 1197 e riporta l’espressione “Rocca Sancti Cassini in Casatico”. La storia di Rocca San Casciano si intreccia con quella della città di Firenze. Le due realtà infatti rimasero legate dal 1384 al 1923 (ad eccezione del periodo 1424-1440). Nel 1838 Rocca San Casciano divenne capoluogo dei territori posti nella parte romagnola del Granducato di Toscana. Tale scelta fu adottata perché il Paese si affacciava sull’attuale strada statale 67, strada che collega Livorno a Ravenna attraverso il Passo del Muraglione, voluta dallo stesso Granduca Leopolo II per raggiungere i territori della Romagna Toscana. Il Paese conobbe così il suo periodo di massima espansione diventando sede del Tribunale di prima istanza, della Sotto Prefettura, delle carceri e di tanti altri uffici amministrativi. Il legame con Firenze cessa nel 1923 quando Benito Mussolini decise l’aggregazione dei Comuni appartenenti al circondario di Rocca San Casciano alla provincia di Forlì.

Dal punto di vista morfologico Rocca San Casciano è circondata da molteplici colline – Monte Girone, Monte Colombo, Monte Chioda, Monte Colombo e Passo Centoforche – che consentono sia il collegamento con i Comuni confinanti (Modigliana, Predappio, Tredozio, Premilcuore, Galeata) sia di godere di magnifici paesaggi sulle valli interne, sul crinale dell’Appennino e sul mare nelle giornate più serene.

Teatro Italia

La storia del Teatro di Rocca San Casciano ha una data di inizio precisa. Il 10 aprile 1840, infatti, un rescritto del Granduca Leopoldo II approvò la costituzione dell’Accademia teatrale denominata “dei Riconoscenti”, formata da esponenti della borghesia cittadina, che scelse come emblema un girasole con il motto “Lo sguardo fiso in lui che mi diè vita”. Realizzato, su impulso del fondatore dell’Accademia Cosimo Tassinari e dall’architetto Francesco Violani Traversari di Portico di Romagna, il Teatro costò 4.204,81 francesconi elargiti dagli stessi Accademici. L’edificio fu inaugurato con cerimonia solenne nel 1842 e per ottant’anni l’Accademia si occupò dell’attività del Teatro. In quegli anni faceva parte dell’Accademia anche un giovanissimo Federigo Cappelli, fondatore dell’omonima tipografia in seguito casa editrice assai nota, il quale si occupava della locale filodrammatica. Dall’inaugurazione fino alla fine dell’Ottocento gli Accademici organizzarono in Teatro innumerevoli manifestazioni artistiche e culturali di buon livello e ospitarono illustri personaggi dell’arte e della politica. Agli inizi del ‘900 si assistette prima al declino e successivamente all’inattività del Teatro dovuta principalmente alla scomparsa o al trasferimento dei componenti dell’Accademia. Nel 1918 un terremoto che colpì tutto l’Appenino danneggiò gravemente l’edificio che, ancora pericolante, fu donato nel 1920 al Comune di Rocca San Casciano. Quest’ultimo approvò immediatamente un progetto di restauro a cui però non fu dato seguito perché nel 1921 il Genio Civile di Firenze ordinò la demolizione dell’immobile. Demolizione portata a termine tra il 5 e il 17 marzo del medesimo anno. Solo nei primi anni Trenta, dopo molte traversie e grazie ad un finanziamento statale, sulla stessa area del vecchio Teatro, venne ricostruita la nuova sala, nelle tipiche forme architettoniche del ventennio, su progetto dell’architetto Domenico Mortani. Dell’edificio originario risulta di particolare interesse il monumentale prospetto principale su via Saffi, caratterizzato da un ampio corpo centrale, scandito da quattro ampie finestre a tutto piano sovrastanti altrettante porte ad arco, inquadrato da due corpi laterali che, separando il Teatro dagli altri elementi dell’anonimo fronte stradale, ne accentuano la rilevanza. La caratterizzazione si avvale inoltre della bicromia dell’edificio data dall’impiego della pietra serena a piano terra e del mattone nella parte superiore che ‘muovendo’ la facciata crea un effetto di luci e ombre, pieni e vuoti. L’inaugurazione del Teatro Comunale / Casa Littoria avvenne il 28 ottobre 1933, mentre l’apertura ufficiale al pubblico ebbe luogo il 21 aprile1934. Per l’occasione fu rappresentato il “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti e fu anche attivato un servizio automobilistico per accompagnare gli invitati degli altri centri della vallata. Il Teatro recuperò così la funzione di polo culturale e sociale, che già occupava in passato, con la messa in scena di opere liriche e rappresentazioni date dalla filodrammatica. In attesa della sua ricostruzione la stessa funzione era stata svolta, in mancanza d’altro, dalla sala consiliare del Municipio. Dal dopoguerra fino ai giorni nostri, la struttura è stata adibita come sala cinematografica e sala da ballo; nonché successivamente come sala polivalente atta ad ospitare manifestazioni politiche e sindacali, proiezioni e veglioni danzanti. Quest’evoluzione funzionale è sottolineata dal cambiamento della denominazione del teatro stesso: da “Cinema Jolly” negli anni ’60 a sala comunale Vincenzo Muccioli all’attuale Teatro Italia.

Fonte: Borghi Autentici d’Italia https://www.borghiautenticiditalia.it/