Luogo Evento

ROSETO CAPO SPULICO (CS)
Atrio Castrum Roseti

Data - Ora

04 GIUGNO 2021
19:00
ROSETO CAPO SPULICO (CS)

ORIGINI DEL NOME

Il nome Roseto deriva dal latino rosetum vista la diffusione della coltura delle rose in epoca greco-romana, che venivano utilizzate per riempire i guanciali delle principesse sibarite. La specifica “Capo Spulico” fu assunta nel 1970 in riferimento alla vicinanza del paese al Capo Spulico (Akron Spylikòn, Άκρον Σπυλικόν in greco antico).

In origine Roseto era una delle città satellite di Sibari, ai tempi della Magna Grecia. A Roseto erano coltivate le rose, i cui petali servivano per riempire i materassi su cui i sibariti dormivano. La Roseto odierna nacque nel X secolo d.C. , il principe Roberto il Guiscardo vi costruì tra il 1058 e il 1085 il Castrum Roseti, mentre raggiunse il suo massimo splendore nel 1260 quando fu costruito il Castrum Petrae Roseti (castello di Roseto). Dal 1623 al 1671 fu feudo della famiglia Rende di Bisignano, in persona dei baroni Lucantonio e Carlo.

Dopo un periodo di declino e di sottomissione al potere baronale, aggravato dall’Unità d’Italia e dall’emigrazione che ha segnato questa terra nella prima metà del Novecento, nei primi anni 70 vennero costruiti i primi “residence”, che aprirono le porte al turismo nello Jonio Calabrese e a Roseto Capo Spulico, che è andata nel tempo sviluppandosi specie nel settore del turismo balneare. Da ricordare che vi è stato per tutti gli anni 80 e buona parte degli anni 90 del ‘900 un forte sviluppo edilizio alla Marina per la costruzione di condomini che ospitano le “seconde case” di moltissimi turisti che, oggi, si considerano dei veri e propri “Cittadini temporanei” di Roseto Capo Spulico. Oggi questo piccolo borgo della Calabria è riconosciuto come una delle mete turistiche d’eccellenza del Sud Italia, grazie al suo mare Bandiera Blu, al suo patrimonio storico, culturale e naturalistico di assoluto valore e alle importanti politiche di gestione, valorizzazione e promozione del territorio che hanno permesso il conseguimento di importantissimi traguardi e di prestigiosi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.

IL CENTRO STORICO

Dalla Chiesa Madre di San Nicola di Myra al Palazzo Baronale, dalla suggestiva Chiesetta dell’Immacolata Concezione – meglio nota come “Santo Totaro”, nome attribuito al sarcofago posto sulla facciata della chiesa – alla maestosità del Castrum Roseti. Questi sono solo alcuni dei luoghi di pregio del borgo rosetano. Nel cuore del Centro Storico c’è una stradina che di cuori ne sa qualcosa.

E’ la “Vinella degli innamorati”, uno dei vicoli più stretti d’Europa, il luogo dove tanti innamorati del passato riuscivano ad incontrarsi per quel bacio rubato, per quell’incrocio di sguardi così desiderato e atteso, per quella promessa d’amore. Baciarsi al centro della vinella significava- e significa, come tradizione vuole – buonaugurio per un amore eterno.

La Fontana di San Vitale, il monumento più antico di Roseto dalla quale ancora oggi dopo oltre 1000 anni scorre acqua salutifera, e la visita al Museo Etnografico della Civiltà Contadina, luogo di storia e tradizioni a cui tutti i rosetani sono legati, completano il viaggio nel Borgo di Roseto. Di fronte alle limpide acque dello Jonio sorge il Castrum Petrae Roseti, senza dubbio uno degli elementi che maggiormente caratterizzano la Calabria nel mondo.

IL CASTRUM PETRAE ROSETI

Il Castello Federiciano rappresenta la perfetta fusione tra storia e mistero: nato dalle ceneri di un antico luogo di culto pagano, in quel luogo intriso di mistero, lo “Stupor Mundi” Federico II di Svevia, lasciò segni importanti del suo passaggio, come dimostrano il ritrovamento dell’Onfale con incisi i segni della Passione di Cristo, e numerosi segni lapidei racchiusi tra le mura del maniero. Da avamposto di difesa a castello templare, presidio militare e luogo sacro per l’Imperatore, storia e mistero, è questa la magia del Castello di Roseto Capo Spulico. la storia di Roseto si intreccia al mistero e al fascino di questo luogo dal fascino millenario. Un luogo che affascina per la sua storia e le sue leggende: nello specifico, molti studiosi affermano che il Castrum Petrae Roseto non fu solo fortezza militare, ma anche luogo religioso e templare. Questo alla luce di approfonditi studi sul maniero e sulla sua struttura così particolare e alla sua collocazione geografica che ci lasciano infinite suggestioni.

A partire dalla pianta trapezoidale del castello, che testimonia il riferimento al Tempio di Gerusalemme, con i punti cardinali che ruotano attorno al maniero rosetano, e che richiamano i luoghi confinanti la Città Santa: a nord del tempio c’è il fiume Giordano, così come a nord del Castrum Petrae Roseti c’è segnata la Terra Giordana con il vicino paese di Montegiordano; ad ovest del Castrum è indicata la contrada Piano di Salomone, come ad omaggiare il cerchio di Salomone, costruttore del Tempio, riportato al piano terra del maniero rosetano. A sud c’è il Piano d’Orlando col richiamo a Re Artù ed ai cavalieri della tavola rotonda alla ricerca del Sacro Graal; ad est del maniero l’acqua del mar Jonio come ad est del Tempio di Gerusalemme scorre l’acqua del Giordano.

Altre importanti ipotesi della templarità di questo luogo, il rinvenimento di slcuni segni esoterici: la Rosa Crociata, simbolo della famiglia Rosacroce, nota famiglia templare; il Giglio, il Cerchio di Salomone, che rappresenta l’unione delle tre religioni monoteiste; il Grifone; il Tetragramma di Heave; la Croce Cristiana; i numeri romani; e l’Agnus Dei raffigurato sull’onfale. Secondo alcuni storici, nel Castrum Petrae Roseto potrebbe essere transitata la Sacra Sindone, proprio nel peiodo del regno federiciano, in cui della Sindone non risultano riferimenti storici del passaggio attraverso i luoghi del continente europeo.

IL CASTRUM ROSETI 

Il Castrum Roseti, invece, fu fortificato sotto il regno di Roberto il Guiscardo nel 1080. Era un castello autosufficiente, con tanto di stalle, prigioni, cisterna per la raccolta delle acque e stanze adibite ad abitazione del feudatario.

Oggi ospita la sede del Municipio di Roseto Capo Spulico e il Museo Etnografico della Civiltà Contadina. Il luogo dove sono custodite le radici di tutti i rosetani, il Museo Etnografico della Civiltà Contadina è senza dubbio una tappa obbligata nel viaggio a Roseto Capo Spulico. La storia, le tradizioni, gli usi e costumi di questa terra e della sua gente sono raccolti qui, nelle sale del Castrum Roseti, grazie alla passione e alla dedizione del suo Presidente e Fondatore, Leonardo Salomone.

Fonte: Borghi Autentici d’Italia https://www.borghiautenticiditalia.it/