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ROTELLA (AP)
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Data - Ora

05 LUGLIO 2021
12:00 - 19:00
ROTELLA (AP)

Rotella è un caratteristico paese dell’entroterra piceno, che domina dall’alto il torrente Oste che si getta nel fiume Tesino. I due corsi d’acqua scorrono molto più in basso rispetto al centro abitato. Il torrente Oste, in particolare, ha nel tempo eroso profondamente tutto il versante est del terrazzamento che ospita l’abitato, provocando nei secoli passati frane che hanno sconvolto lo stesso assetto urbanistico originario. Il territorio comunale comprende la parte più rilevante del Monte Ascensione, con la sua sommità a 1110 m s.l.m. e la frazione di Capradosso sugli 800 m. Le altre due frazioni principali sono Castel di Croce e Poggio Canoso.

La storia di Rotella è di difficile ricostruzione a causa dello smarrimento della maggior parte dei documenti storici. Si ha però certezza di una frequentazione preromana del territorio, testimoniata dai ritrovamenti di numerosi reperti. Si pensa che Rotella sia stata fondata dai Romani ma questa notizia non è confermata se non dal nome: molto probabilmente è da collegare alla forma tondeggiante dell’abitato, che ricordava quella della rotula, lo scudo rotondo dei soldati romani. Il primo documento storico che prova l’esistenza di Rotella risale al 967, anno nel quale la “Corte di Rotella” è elencata tra i possedimenti del Presidato di Farfa. Nel 1318 il paese si assoggettò spontaneamente ad Ascoli e, nel 1586, Rotella venne aggregata da Sisto V al Presidiato di Montalto. Il 16 marzo 1775, parte dell’abitato orientale franò in seguito ad abbondanti piogge. La frana distrusse la chiesa di Santa Maria e l’antico monastero, una parte della piazza e del palazzo pretoriale.

Simbolo per eccellenza del borgo di Rotella è la Torre Civica dell’Orologio, antico campanile risalente al XV secolo e sopravvissuto alla frana del 1775. Numerose chiese di prestigio popolano il centro abitato di Rotella. La Chiesa Collegiata dei SS. Maria e Lorenzo risale al 1767. Conserva al suo interno: una Pietà in terracotta policroma del XV secolo, numerose tele sacre, il reliquario di S. Fortunato, un organo seicentesco, un Padre Eterno marmoreo del XV secolo, alcuni sacri busti lignei. La Chiesa di Santa Viviana o delle Icone, deriva dalla chiesa rurale di Santa Maria a Pie’ di Monte e fu ricostruita per volere di Mons. Ciccolini alla fine del XVIII secolo. La facciata è caratterizzata dalla presenza di due torri gemelle. La chiesa conserva al suo interno il corpo di Santa Viviana, qui traslato per concessione di Papa Leone XIII. Poco fuori dal centro abitato, ai piedi del Monte Ascensione, è possibile visitare il Santuario della Madonna della Consolazione o di Montemisio. Realizzato dai monaci di Farfa, sulle rovine di un tempietto pagano dedicato alla dea Artemide o Artemisia, è meta di numerosi pellegrinaggi. Tra gli edifici più antichi, l’Oratorio del Verdiente venne costruito dai monaci farfensi nell’XI secolo. La struttura è realizzata con pietra sponga e le pareti interne risultano per metà tinte con latte di calce e per metà decorate con affreschi quattrocenteschi. Tra le chiese delle frazioni, degne di nota sono la Chiesa di San Severino, nella frazione di Castel di Croce e la Chiesa di Santa Lucia, nella frazione di Poggio Canoso. Da visitare il Museo Piccolomini, Museo d’arte sacra dove sono custoditi numerosi e preziosi reliquiari. Le sale dell’ex palazzo baronale “Cornacchia”, a Poggio Canoso, ospitano il Museo Naturalistico dell’Ambiente Fluviale ed Agrario e il Laboratorio didattico.

Fonte: Borghi Autentici d’Italia https://www.borghiautenticiditalia.it/